Cerca nel blog

martedì 29 maggio 2012

Ci sono ali dietro la tua schiena


Campane nell’aria satura, recipiente di emozioni atroci, screpolate,
proprio quando stanno per straripare
e lì affondare nel vento gentilmente,
suoni che paiono preghiere,
e con un sussulto spandersi, inondando il cielo.

Ci sono ali dietro la tua schiena
prenditene cura
il crepuscolo dei fiori
è non appena i germogli son pronti.
Farei qualsiasi cosa, per far sì che tu possa
sbocciare in eterno, in piena fioritura,
splendente come il centro esatto
compatto
dell’universo, reo d’aver partorito
stelle che ancora vogliono
collassare sulla terra, per trovarne il succo vitale
e berlo, sotto il plenilunio, ebbre di fiamme ardenti
che impediscono l’esplosione finale
proposito, filo d’erba, pensiero, respiro,
lasciando al nulla il bacio d’addio.

La pace la si ottiene colorando ampie
distese graffiate di rancore
e le si pulisce, il sole sulle guance,
sulla fronte, terzo occhio a vedere la verità
sfumata nei colori della vita.

Tu sei la pace che ascolta la mia voce
e ne piega i singhiozzi, quando cala la notte,
nelle maglie del sonno, calde.



In seno alla Madre del mondo
sono piena del mio niente
circondata da grandi vasi che
fumano incensi ai fiori.

Sopra di me, il cielo stellato.

Possiede un calore che posso sentire
[toccare]
sul suo capo petali e conchiglie di altri mondi, piccole mele
e benedicendomi con una voce
fatiscente, quasi, nella musica che
fa aprire delle grandi finestre
nel tempio dell’infinito
coronate di glicine.

L’infinito è l’amore.
La Madre riapre gli occhi
dentro, il mondo, specchio
dei suoi tormenti e gioie, capolavori
nulla se non le stelle sopra di noi
risplendono tanto, o quasi.

E i nomi dei miei figli mi vengono fuori naturalmente
mostrandoli a lei, per ciò che sono.

La sua mano sulla mia fronte
è come una cascata di rugiada
appena sento l’eco del tramonto
sciogliersi in me, l’unico tramonto
senza essere per forza tristi - saluti ad un principe.

Chiudo gli occhi.
Non voglio riaprirli più.

Vedo la tua nascita, le vostre nascite. Vedo la realtà scontrarsi con qualcosa di più forte. Sento che vi amo e che farei ogni cosa in mio potere per proteggervi. Vedo i vostri dettagli più intimi, le vostre mani, pelo bianco soffice e lucido, capelli lunghi, la luna, i vostri visi.

Siete le mie radici
la mia casa.

Riapro gli occhi, e chissà perché dei nomi, illuminati da delle candele,
profumi, ricordi, tocchi, destini,
sono perfettamente e nitidamente
chiari, nel buio totale in cui mi avvolgo
scrivendo.

è che davvero l’amore è la sola ed unica forza e motore di questo mondo, se sei fortunato ad averlo vicino, soffi di parole sulle palpebre oramai chiuse, fiamme tenui, melodie lontane - come fai, a vivere senza?