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martedì 29 novembre 2011

giorni

immagino di ricoprire con un sorriso il silenzio - che pare barcollare a causa della sua ala spezzata, misera, deplorevole; al contempo brilla d’una bellezza ultraterrena, labbra schiuse, tremiti, fiori sparsi e neri che vengono scossi dal vento - per ritrovarmi al di là del confine,
bianco, bianco, bianco,
e sorpassarlo con tre ombre posate sulle mie spalle.

io so che riuscirò a vivere seriamente solo quando prenderò il tempo tra le mani
e lo berrò fino a che non mi riporterà nel momento in cui
diventerò pietra.

[di un pozzo oscuro - siamo piccole ombre
vaganti verso le nuvole, che lente perdono la corsa verso il cielo,
dipinte, dipinte, dipinte e indissolubili]

i miei occhi sono offuscati da una nebbia rossa.

“respira nella certezza di non poterlo fare.
sei immobile, cementata, ancorata alle stelle luminose.

tutto in te è movimento, restando ferma.”


e ci sono cose nella vita che descrivono tutto; parole, simboli profondi, idee che rappresentano l’universo.

un ragazzo, una bambina, un lupo
per me sono la poesia e quindi la vita.


mi bagnerò di un’alba che possiede i loro colori, il loro profumo,
e quando nell’instabilità che non è nient’altro che me
troverò le loro mani - le loro zanne, fiori, sorrisi - allora sarò salva.


allora vivrò [scriverò ogni secondo della mia vita].
e voler tranciare in due il bianco, il candore, che mi si para davanti per ricercare la luna.

“... è il tuo respiro e la tua rovina.”

mani, mani che cercano di respirare non riuscendoci, perse nell’acre odore del nulla...
... com’è che tutto si riconduce qui?

una mano scura tinge di felicità il bianco.
non sono io che me l’immagino; non sono io che non respiro...

“apri gli occhi.”
“perché?”

“perché solo così mi vedrai, mamma.”


la luna piena nel cielo. la poesia. i battiti del mio cuore. la ragione. l’anima. il respiro.
la vita. mio figlio.

Conall.



andremo verso le stelle, andremo verso ciò che è giusto, andremo... assieme... andremo...moriremo... rinasceremo... vivremo... assieme.
assieme fino alla fine dei tempi.

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le ore più buie.

oggetti sparsi nella notte, come candelabri giganti senza luce... sospinti da un soffio leggero...

il bianco guerriero annusa i cambiamenti dell’oscurità, che con uno scossone tremolante passa a risplendere, e l’oro sommerge la vita.


colui che mi protegge vede ciò che vi è di nascosto in ognuno di noi.
Fionnlagh corre maestoso, corre e la terra si inchina a lui, corre e il cielo sembra sfracellarsi al suolo per poterlo accarezzare, corre e gli ululati mi stringono gli avambracci...
.... tirandomi su, verso l’infinito, e tocco la poesia, la tocco e il suo abbraccio mi consuma dentro promesse eterne, che sono tutto, tutto, tutto.



“allora questo fiore è mio?”

Oh... questo tiepido raggio, petalo... che riesce con facilità a scalfire la notte.

“certo che è tuo.
tu possiedi tutti i fiori.”

e penso di potermi avvolgere in calde coperte di profumi
che nascono dalla mia pancia, fiori caldi, proprio quando la notte muore e crolla,
e la piccola bambina si inginocchia sull’erba ed estrae piccoli boccioli che respirano nella sua mano tiepida.

Bleuzenn è una madonna.
... in lei tutto nasce e muore, in lei respira l’essenza della natura; occhi grigi... lente fiamme di vita perduta e ritrovata dopo anni.

la sacralità della bellezza... del fiore luminoso più brillante di tutti.

bambina, mia, a cui donai il fiore del male che mi cullò il sonno
durante gli anni oscuri
[ora lentamente in guarigione grazie alla sua anima].




senza di voi la vita non è altro che una perdita di tempo apatica.

vuota, logora.


[come cicatrici bianche ferme, rimaste lì a ricordare]

(giorni in cui non riesco a scrivere...
... giorni morti)
candele che si spengono... cenere da togliere.


28 novembre 2011

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