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giovedì 1 settembre 2011

due (dopo)

29 agosto 2011, 21:45

mi immergerò nelle acque
sovrastando l’immunità di dio.

“ti darò la vita, sempre, anche quando sarò qualcun altro.”

rinascerò con ricordi frammentati, divisi a metà; l’inesprimibile è qualcosa che tocco con mano aperta, soffocando il resto con la semplicità di quello che vedo.

... che tramuto automaticamente in parole scialbe ma ricolme di amore.

ho visto Conall sorridere, il suo viso nelle nuvole; ho osservato come l’amore riempie questo mondo, e ne ho ricavato solo sorrisi. ho capito che sono figlia e madre. che creo e distruggo, come tutti; e che come tutti ho paura, carnefice e vittima al contempo.
ho contemplato il sacro, percorso strade, visto persone, studiato emozioni.
sono sopravvissuta al vivere, goiendo - tradendomi dal rancore e dall’odio, sopprimendoli per qualche attimi qua e là.

manca poco. però intanto mio figlio cresce ogni giorno di più, e nella luna mi rispecchio.
va tutto bene.
... la cenere verrà spezzata via.


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29 agosto 2011, 21:48

rincorro sembianze conosciute in tempi ancestrali, senza aver coscienza di me - mi privo dell’assoluta condizione di poter scegliere, poiché non la voglio. perché ho già scelto - simboli, idee, correnti selvagge di utopie reali e concrete e vive; sono ciò in cui credo. Io sono quello che scrivo e vedo, nei meandri oscuri al di là degli arcobaleni - soffia il vento forte, trascinandomi sul tetto del mondo, e mio figlio era lì - un cuore a simboleggiare l’unione, terra e cielo- le pietre ho sfiorato, l’erba ho accarezzato... si aprirà il portale dell’universo, e ne berrò la contraddizione feroce.

la Madre illumina la luna con soffi di carezze che getta tra di noi, ed essa sprigiona luce e calore- agli assetati verrà data acqua pura, e coloro i quali saran persi, ritroveranno il proprio volto -tra musica e poesia.

“il pozzo, il pozzo ha parlato.
nel silenzio ha comunicato, una morte antica ha annunciato.
persa nel suo territorio silenzioso, ho vagabondato in angoli persi e sperduti di me per qualche istante. un attimo dopo, il sole-racchiuso nel suo brillante, dannato splendore.”

corri, corri; avanti, vai avanti... non fermare la tua corsa rapida. corri sempre più veloce nelle mie viscere, figlio mio, fino a rimescolarmi il sangue nelle vene; fino a farmi cantare l’essenza della Vita fissando il tuo volto scuro, meraviglia mia.


vagherò ovunque Lei vorrà. guarderò paesaggi, ascolterò voci-le mie mani tracceranno sorrisi sui visi di persone che incontrerò; accarezzerò la perdizione, la memoria, neanche avessi mille anni; soccomberò, cadrò esanime e tornerò, eruzione della terra profonda fino al più alto dei cieli che l’Occhio vede. Sfibrerò la luna della sua essenza per rinforzarmici la mente ed essere pronta.

sfiderò. conoscerò. andrò.

annegherò ancora, perderò ancora, vincerò ancora... tornerò. ancora.

Fionnlagh china il muso candido, le grosse zampe a nutrire il terreno-il protettore quindi mi guarda, simboli dorati che capirò invecchiando, e di nuovo scruta con facilità la mia anima-ed io... io ancora risento e riscopro tutto.

mani mani
un pozzo, fogli. inchiostro che sporca e macchia e purifica.

una tomba
dei fiori gialli.

la mente stessa è un’incoerenza; risplende nonostante dormi sempre, di solito, nell’essere umano.

la mia vita è un albero che fa crescere frutti già vitali ed invecchiati, e ne aspetta la caduta per vederli sfiorire e fiorire poi, di nuovo, continuamente e senza fine.

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