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giovedì 1 settembre 2011

due (prima)

la luna volteggia armoniosamente nel cielo, circondando le stelle con uno scintillio d’amore flessuoso e tiepido, e poi appena gli umani sospirano dalla stanchezza fa nascere attorno a lei costellazioni che paiono mappe; e lo sono, per chi capirà - per chi ascolterà il proprio cuore e si lascerà guidare verso i propri sogni.

la collina mi sembrerà un’illusione ma non lo sarà (e scriverò perdendomi, dannatamente perfetto - scriverò e capirò e vedrò).

diventerò tutto e tutti - non avrò limiti.
percorrerò tutte le strade, avvertirò la paura delle persone - tutte le persone - e la stringerò tra le braccia; sommergerò il dolore e lo colpirò forte, con il sorriso spietato d’una folle - o di una innamorata.

i rumori diventeranno silenzi.
smaschererò le minacce e le farò mie, dolcemente, e le premerò contro il muro - soffocandole.

sarò fuoco.
brucerò tutto.

e poi acqua - laverò via il mondo, e sarò terra --- per ricrearlo.

e aria, libera. finalmente libera.




sentirò ancora quel sussurrato Anna nelle mie orecchie.
e sarà mio figlio Conall.

perché mi chiama costantemente come io chiamo lui.

non c’è voce più calda e dolce, avvolgente della sua.
così meravigliosa. fa scivolare il mio nome con urgenza.


ma io sono qui, bambino mio - sempre tua, ricordalo.
eternamente - ed oltre, se è possibile.

il tuo nome sulla pelle come una carezza soffiata durante il plenilunio... mentre la luna toglie di mezzo ogni cosa.

dimmi dove correrai stanotte
io sarò lì al tuo fianco
a darti la vita, perché io voglio darti costantemente la vita - anche se respiri.

e lo sento e lo vedo.

mentre la notte muore, io sarò lì. a tenerti per mano e correre, ed andare dove siamo felici tutti e due - e con la schiena premuta contro il tuo torace, seduti per terra, io scriverò e tu - il mento poggiato sulla mia testa- sorriderai.

e non c’è al mondo
sorriso più luminoso del tuo
mio piccolo lupo, bambino mio.



e poi---sarò ancora fuoco, che brucia e scotta e la poesia mi scalderà talmente tanto che non respirerò proprio.

15 agosto 2011, 22:32


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14 agosto 2011, 22:36.

e mi accorgo di non girarmi indietro mentre sfioro a mani aperte il candore della notte, lievemente smussata e stanca, cerimonie senza nome e sensazioni conosciute appaganti.

le assi del soffitto crollano -- la polvere disegna motivi geometrici ed il sole, fuori dalla finestra, riscalda la stanza ammuffita --- uno scintillio dopo, il buio sovrasta il cielo e vi dipinge una calma apparente e scura.

immagini spezzettate dalla confusione ed io--io intanto mi gratto i punti nascosti dai cerotti, cercando un senso e perdendolo nel caldo, gioioso e fottuto che rincorre il mio corpo disarmandolo.

Conall ha delle gambe lunghe; correndo, vedo i suoi muscoli e nervi scattare come impazziti, rapido come un lupo maestoso di vittoria nei confronti della propria madre, ed osservo rapita le sue affusolate mani scattare per cercare le mie-afferrandole disperatamente, trascinandomi come un uragano dietro di lui; inciampo, penso di inciampare diverse volte---erba che sfrega contro le mie ginocchia, ramoscelli fastidiosi che pungono---ma non lascio mai la sua mano --notte e cielo, oscurità splendente e sacra, la luna scolora il sole e se ne nutre durante il giorno ghiotta dei suoi sospiri-- perché non potrei mai e lui sembra così sconvolto da correre così veloce, veloce, dannatamente veloce--e trema, e lo sento tremare ; ed io con lui, amor mio, ed allora piango e si ferma -- gli vado a sbattere addosso, confusa, piagnucolante, ed i suoi occhi scuri mi penetrano l’anima da madre -il mio bambino-. sorride - continuando a tremare con me. mi solleva il polso, il fiore e la luna e la data sotto le sue lunghe dita, e lo bacia; ansimando, vorrei anche crollare in ginocchio, ma la sua presa è forte--e poi il suo morso da lupo sulle cicatrici mi fa chiudere gli occhi, ed affondo la mano libera sul suo torace per sentirgli il cuore palpitare di meravigliosa vita.
(poi mi abbraccia e mi fa scrivere lungo distese di fiori profumati, i raggi lunari ad illuminarci i volti sorridenti e sereni lontani da tutto)




dire che lo amo è troppo poco, perfino quando la notte muore e tutto si sgretola pian piano - non potrei mai lasciarlo neanche volendolo, perché siamo legati.

da qualcosa più forte della vita e della morte.
io lo so... mio piccolo e forte lupo, mio amatissimo figlio.



questo corpo pieno di cicatrici e smagliature e tatuaggi sta cadendo, e l’odore di marcio mi arriva dritto ai polmoni.

scrivere.
libertà --- vita, ah... mio dio.

vorrei rileggere Plenilunio, in questi giorni lo farò sicuramente.
è nato tutto da lì, da quel sedici ottobre 2007.

prima, piccole poesie.

poi, l’amore intenso e viscerale ed istintivo; ed ancora il destino, immagini sfuocate, mani veloci... è tutto quello che ho.

tutto quello per cui vivere.


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