Cerca nel blog

venerdì 2 agosto 2013

Si stagliano all'orizzonte
Del passato andato
Le poesie piene di me
Che non sono niente
Coperta dalla voce delle parole
Come un velo che trascende 
L'eternità chiusa, barattoli
Pieni di ali spezzate,
Le farfalle non volano
Sono morte, nel rinascere 
A chi è pronto a spiccare.

Vado oltre il confine
Lo tolgo e imbevo di storie 
Che lo delimitano
Oltre lo stesso.

Se sfondo qualcosa già aperto 
Crollo nelle mie intemperie 
Nel cuore che più è polmone
E lo trascino in alto
Dove lui possa vedere 
E ciondolare disfatto tra amore e canzoni senza voce 
Le corde vocali sono fili di capelli
Scuri
Se sono acqua 
Allora le mie parole cosa sono 
Se non un fiume che deve giungere a destinazione 
Sono niente e amo tutto
L'odio lo conservo tra i denti 
Allo squillo di trombe infernali delle chiamate quotidiane 
Quando col morso affonderò 
Come una lama
Le vecchie montagne sulle spalle 
Vedendole cenere e polvere dopo 
Una frazione di secondo

Sono io che scendo o la mia anima
Dove la scopro infine luce
Dipingi l'amore dove vedi odio
E l'odio dove non vedi nulla 
Schiaccialo sulla tela della tua vita
Se ascolti un attimo 
Sarò anche il suono otturato
e vizioso del silenzio per te 
In modo da cucirti sulle labbra 
Tutto quello che ancora non ti ho detto, specchio di ieri e domani.

Ma io non sono acqua e le parole non sono onde lente
Io sono terra
Con radici pronte da millenni 
Da colorare quando viene il buio

solo una piccola luce accesa 
Stavolta non è una candela,
È un vespaio che la ruba e trasforma in miele 

Come le tue labbra serrate 
schiuse nei sorrisi 
Nelle mie folli attese 

Il tuo pensiero è nel mio 
Come un amore nell'amore 
Quindi taccio per un minuto:
In questa oasi senza giusta punteggiatura sono libera come quelle farfalle dalle ali spezzate 

Rinasco un secondo dopo.
Ascolto la notte.
3.28
Un po' di numeri , e oscurità.

Chiudo gli occhi affaticati 
E quel limite spalanca le cosce 
O sono io
Implorando il sole di correre tra le nuvole e sorgere 
Stanotte è la non notte 

Sono morta d'amore 
Immortalata con gli occhi chiusi 
Rievocando un volto 
Ed è tremendo il muoversi delle mia labbra 
Prima,  mai era stato più rapido lui di me
O almeno così pare.... Sotto queste lune che mi aspettano... 


Aspettano anche te.
La luna che ti aspettava era calante 
Lo era anche la mia amore 

La vedi? Si piegò dolcemente in sè
Dopo che la sua grazia aveva infuocato il mondo 
E piano, il mondo cantò sinfonie 
Di vetro e fiele
Solo dopo aver  brillato come una stella asciutta 
Poiché tutta la sua forza gravitò là con te, nelle pieghe delle tue ossa ancora da formare; amore, vorrei averti formato io le ossa, a suon di baci e liuto ed alloro divino.

La notte, è dove finisco io
Subentri tu
Poi mi cerchi, e trovi, e allora
Siamo noi
Sotto un cielo blu e rosso, 
Un tramonto che vedo come se fossi io a dirigerlo

Il suono piano si quieta 
Tre piccole luci vicino a me
Figli o guardiani non importa
Siete, e questo è. 

Il piccolo fiore sboccerà... Dando sei colpetti al petalo vicino...

ehi amore 
Addormentati su di me
Voglio il tuo battito
Addosso e le tue ciglia sulla pelle

La luna crescente mi vedrà tra le tue braccia
La gibbosa mi vedrà mamma
E tu vedrai me, sotto tutte le lune
E spero ti andrò bene così 
Con tutti questi miei difetti
E tutto l'amore che ho 

Il sonno canta di niente 
Nelle orecchie come un ronzio
E allora lo faccio sgorgare 
E dormo provandoci

Ti amo

Nessun commento:

Posta un commento