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mercoledì 16 maggio 2012

Respiro tra corolle, spiragli d’un viola lucente che mi acceca

Respiro tra corolle, spiragli d’un viola lucente che mi acceca, stringo dei cuori in mano, come una soldatessa d’altri tempi mi sembro, sciocchi pensieri in un istante leggero e semplice, seppur straziane, ma pensandoti non voglio che dirti

incantata di averti conosciuto... rincontrato...


A volte, bastano poche parole, ma solo con quante ci si soffoca internamente. La vita è una ginestra, dai petali gialli accesi, che vedo sotto un cielo lucente.
una piccola bambina dai lunghissimi capelli neri si china sulle ginocchia ossute e tende una mano verso l’intrecci di profumo e natura e petali che respirano; come me, che continuo a farlo, più accelerata di prima, la sento, la vita, il rapido oscillare di petali di mille ginestre. le nostre vite assieme, in contrasto a col viola che mi porto ancora addosso, negli occhi.

Le ginestre s’incastrano come mille ballerine in un balletto classico e io sono divisa, con i piedi tra le nuvole e dei cuori in mano

Sciocche visioni che ho di me, con la musica che mi divarica il petto, alcune melodie hanno una luce che risplendono e risuonano nel mondo.
Una risata dietro di me, sgretola la mia schiena - che le ferite del mio amato schizzino altro benedetto sangue.
Sono più viva che mai.

[ininferno]

E sorrido
[anche quando mi sento cadere]
Vecchie leggende accucciate nel viola, perché il viola è il colore della magia [della fantasia] ed io l’avevo sotto e sopra e dentro la pelle, quando tutto prese forma - ma sono ricordi, e sono miei, e nemmeno così tanto... non è vero...?

 .... Conall, figlio del cielo, dellʼaria, dellʼacqua e del fuoco, delicata ombra lupesca di questo mondo così estraneo ai poteri che non sono indecifrabili ... torna a casa, vieni con noi, caro bambino, belissimo uomo, aggraziato ragazzo dʼoro, e lʼalba sarà meno fragile....

La sua mano sulla nuca a farmi cedere come burro.
Il sole si capovolge, si illumina e diventa luna,

“.... sono pensieri che ti hanno costruita. La scrittura ti ha costruita pezzo dopo pezzo, Mamma.”

.... Che possa perdonarmi ogni persona per ciò che ho fatto - non ho fatto....

 
E Saffo ride ballando con grazia a piedi nudi tra le ginestre con Bleuzenn, e sono questi i momenti in cui mi dico... riesco a dirmi ehi... le vedi davvero... e sono lì ad un soffio da te.

Fionnlagh annusa curiosamente Morgana e Artù, dispersi tra i fiori.

Il cuore tra la mia mano pulsa fortemente.
L’altro, s’è trasformato  in un fiore oscuro, nero.

Guardo Conall.
E dopo anni ancora non ho trovato la risposta se esiste al limite dell’amore.

Che possiate sempre soffiare con me stelle dal plenilunio,
ve lo ricordate, vetri spessi di sogni, miei amati gatti...lupi... figli miei?

E’ solo polvere argento... nello sguardo che è fisso sul nome di Dio.
Vorrei tenergli il cuore tra le mani
-come questo, e Conall è così vicino che non posso respirare in alcun modo - e stritolarlo, toccarlo, sentirlo palpitare sotto la mia pelle.
Udire la sua voce [dirmi cose a cui non so dare nome, a simboli a cui non so e posso dare nomi, nella mia vita, e candele, e il viola e il bianco che acceca tutto... che possiede tutto... tranne quei nomi scritti e quel cuore, quelle parole.]
Quelle vanno al di là,
Quello
è
il mio amore. Lo vedo risplendere, lo sento nelle vene nelle mani nei brividi negli occhi asciutti che davvero, mi ammazzerebbero, mi annienterebbe rendendomi conto di fantasmi, sensazioni spiacevoli, troppe piccole spalle e troppo il carico...
Penso di vivere sotto
una casa ove
secoli fa
vi fu una carneficina.

Ma continuo ad avere la sua anima in mano, dentro di me, unita alla mia... e le ginestre scorrono ancora nel vento... e respiro ancora....con Conall che mi stringe forte-
sussurrandomi parole che solo noi decifriamo nel profumo; e sento la Poesia senza scriverla, solo amandola, che sorride e la vedo ed è Dio.

Io resterò
in piedi fino a quando
sarà necessario per te,
Anche quando il respiro me lo toglierà altro.

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