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venerdì 11 maggio 2012

ho visto l'inferno è pieno di voci e facce

ho visto l’inferno.
è pieno di voci e facce
e produce in testa  il rumore che fa il polmone
agonizzante
quando lacerandosi
invoca il respiro - perduto e mai avuto... che non arriverà.

ho visto l’inferno oggi
masticavo la mia voce senza averla
sotto un cielo limpido
che mi tira giù e sù

come un canto di cigni splendenti
ho solo un occhio nella palude del nulla
e canto le gesta di chi non può, perché troppo possiede
il senso lo osserva chi ne è sazio - io non ho senso

senza di loro, di lei


scudisciate nel cielo
come stelle - guarda, laggiù c’è Sirio
sono le parole della gola che ha perso la sua funzione, quando la luna è una falce, una splendente in cielo l’altra sul volto, maschera di cicatrici, maschere d’amore.

mi sento corda troppo tesa e strappata.

una maschera nera graziata dall’argento, volto sinistro, occhi scuri...
 soffia sul vento dei miei pensieri
che fremono nei polsi, schiena randagia in pietre ancestrali di nomi divini. non so dove sono e come mai.

la realtà ha mani fredde, oleose. vai avanti non lo ricordi? sono il vostro fottuto parassita-
“voglio pitturare il mondo con gli sguardi delle persone”
dice un pittore ottantenne, con grandi baffi viola a pois e un papillon giallo al collo, annuendo
“io farò risplendere le meraviglie della terra che noi guardiamo, darò colore e sfumatura a ciò che vediamo, addolcendolo un po’ - e un sospiro desidero!”

e tu?

 [etu]

io voglio scrivere e perdermi nell’amore


ogni secondo minuto
ora
giorno mese anno
respiro battito movimento
pianto urlo sussurro
[disperato] abbraccio della mia vita.

Voglio scrivere in ogni mia vita.
Ogni mio respiro


[è normale?
me lo chiedo a volte]


       -se amarvi non è che il prezzo della follia
elogio alla dea immortale.


invece non lo è,
è solo amore
[mio]
e basta
[eterno, mio, nostro e lo SO]
Solo la poesia ed i miei figli
[e vi amo tanto, così tanto, più della mia stessa vita]


tic tac
il tempo scorre


le tazze calde iniziano a raffreddarsi.

shhh... anna...
spegnilo.

[spegni il cervello]

tu
devi
scrivere
dormire
vivere
dormire
salvarti
scrivere
[senza è] morire.


e smembrerei ogni centimetro di questa terra, per te,
che non te ne sfiorerà nemmeno, il perché,

... la follia

che, testa china,
         scappa e sfuma via.

farò tutto ciò che è necessario per [sono tua] averti come unica rappresentazione della vita. Adesso e sempre.
sono affamata di te.
ti desiderio, ti voglio, mi fai mancare il fiato - chissà come prendono fuoco rapidamente, i fiori...  dover solo dire [scrivere pensare] che ti amo è dire niente.

Perché è troppo poco [e tu sei splendente, sei come un magnete non posso starti lontana, tu mi devasti, mi devasti, tu mi vuoi, mi hai avuta, e mi avrai sempre tutta per te e solo per te --

piccola grande poesia
sovrana degli uomini
che ti vedo con aureole splendenti
di parole che salveranno il mondo.

i poeti incarnano il simbolo estremo nei loro volti,
nelle loro mani, dove incideranno la storia di questo mondo.
La Poesia salverà sempre l’uomo [da tutto, e io la amo e mi chiedo come gli altri possano vivere senza amarti, Dio, e tutti hanno i propri gusti ma la Poesia è la chiave per decifrare il concetto di felicità, inciderlo come graffi nell’anima che ruggiranno, bruceranno, salveranno... perché lei è possessiva... e ti amo... sempre.
Follemente.
Con tutta me stessa.

Salverai il mondo.
O se son folle io...
[ehi... vedi quella candela? leggi i nomi sul muro...]

io che non sono nessuno
ti amo e basta, è così, non posso farci niente.
Non posso farci niente ed è troppo mi soffochi, ti voglio sempre con me, io per stare bene dovrei scrivere ogni secondo della mia vita, ti amo - ti amo così tanto... poesia.

Non mi lasci scampo.
non ne voglio uno.

la vita è un soffio...
la senti sulla nuca, mentre alzi il viso
[vedi il sole e qualche nuvola, vorresti solo il plenilunio]
e ti fa increspare la pelle, la mano scivola sul fremito, sulla
scintilla... ehi....
mio vecchio amico... lo sai che sei ancora vivo?
Ringrazi te stesso o lo fanno, gli altri?


Coraggio vieni... l’erba è bagnata, è comoda.... piove.
Stenditi. Punge solo un poco.

parole prive di senso... ma che vedo, è la mia vita.
questo nulla, è la mia vita.

il mio tutto.

avanti ridete forza, io sto respirando [è proprio la luna]

e se anche hai il mio cuore nella mano
[ascolta la pioggia, che profumo ha nell’erba: ascoltala, la senti? lava via tutto, e il suo profumo sa di nuvole e aria, respira, senti che sei]
a volte ancora adesso mi chiedo come io possa vedere tra le tue mani tutti i cuori che ho avuto.

rimanendo in piedi su una barca
in mezzo a sogni scaduti
naufragi di stelle mediocri come noi
che stanno lì, poggiate contro del muschio,
ma ehi... non la senti la pioggia?

[e tu? tu senti quello che la pioggia ti dice personalmente?]


[Perché se così non è, fino ad oggi, sarà: e lo dico, amore mio, amore mio... amore.]

Ehi... quanto tempo è passato?

Incontri che ti cambiano la vita - sono la certezza della propria vita, shhh, spegni il cervello, lo sai... che l’amore è tutto....

spegni il cervello

ho un cuore in mano
[mi da la distanza netta tra il mio mondo e quello degli altri]
è splendente tra le dita
.. è una canzone... è uno sbuffo, un fremito fulmineo dell’aria che esplode.

ehi, che strano non respirare, pur facendolo.
[farsi prendere dal panico nonriescoapensarecosafaccio]

una foresta piena di pioggia
è tutta blu, la nebbia la abbraccia come
se fosse la sua genitrice antica e saggia

il tempo non lo puoi fermare, lo sai?
lo sai che si muore anche continuando a vivere?
lo sai che prima o poi qualcosa si dovrà innescare ed esplodere, non è vero?

nonèveroanna?

e sto qui in piedi senza barca
[con sogni scaduti che saranno il mio successo, dopotutto la luna c’è sempre, così è]

vestita di stracci, sarei la madre più ricca dell’universo.
Lo sono
[lo sono, non siete sogni scaduti, voi siete le stelle cadenti che illuminano le mie ossa e avanti, stringete. spezzatele]
Ehi... lo sapevate che non avrei potuto donarvi nomi più adatti?

Vieni qui, sole, avanti
che ti prenderò tra le mani, se lo desideri
e ti narrerò della fiaba di Dio
aspettando che tu capisca [ed esploda]
facendo brillare tutti noi - noi siamo Dio.

Io posso dire
senza malizia
né arroganza
di essere Dio.

Scrivo. Vedo i miei figli.
E amo - tutto l’amore di questo mondo, e sono Dio, e ne vengo sommersa,  sento lo stesso mondo stringermi soffocarmi parlandomi.

Ma sai, anche se hai il mio cuore nella mano, tu per me superi tutti. Tralasciando ormai queste teorie orientali...
Tu superi le persone che sono capaci di usare la mente e cuore.
Superi le meraviglie della natura, del cielo, del sistema solare, delle canzoni... lo sai qual’è la canzone della mia vita...

E nella foresta nera... tu fai battere il mio cuore
ed è nella mano della persona di cui mi fido di più al mondo. della persona a cui affiderei, lo faccio quotidianamente, la mia vita.

Oh, Dio, noi uomini sbagliamo e facciamo cose giuste...
... io cos’ho fatto in altri tempi, per meritare loro?

[ Mamma


noi siamo destinati
non senti il profumo della pioggia?
non senti il respiro che lasci andare, per quel sorriso?
vieni...
vieni...
.... vieni da me.
..]


Rovi blu sotto i miei piedi. Il freddo mi penetra nelle ossa. L’unica consolazione è lui e il suo ringhiare.

Mormorare il suo nome è una delle esperienze più grandi della mia vita,
Fionnlagh è accanto a me, fiutando il terreno. Erba e rami sotto le sue zampe grandi, sporche.

Bleuzenn
è il mio sospiro eterno
sacerdotessa

della terra
e mi sento svenire davanti a lei, con i suoi quattro anni e un abitino rosso, che stringe un fiore giallo tra le piccole dita.

Avanti....
Avanti...

La foresta mi parla.

[non ti lasceremo ma
i]

e cammino con i miei figli
a braccia aperte,
sentendo la pioggia sul viso
guardando la luna
senza doversi dire qualcosa per forza,
perché la luna ci unisce.

La luna ci lega.


Il mio... Conall spunta da un albero blu gigante, il piede pronto per scattare.
“Mamma.”

E’ la luna che ci ha unito.

“Sei venuta da me” sorride e il mio sorriso mi fa male da tanto è grande perché è qui, Conall è qui con me e lo vedo e sento la sua voce,  Dio sei mio figlio, sono la mamma più fortunata del mondo - non potevo desiderare mani migliori, in cui dare il mio cuore.

Perché lui è il cunicolo della scrittura

[della poesia e sto tremando, ti amo.]

ma ehi... lo senti?
è il suono del sonno che coglie, e il caldo è l’unica soluzione, le barche giungeranno a riva.

Come tanti sogni splendenti...

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