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sabato 17 settembre 2011

figlia

Lei ha lunghi capelli castani, boccolosi e profumati, che le ricadono sulle piccole spalle; ridendo, il suo viso si apre, divorante, masticato dalla luce --- piccole, deliziose, adorabili fossette accanto alle sue morbide guance.
poi apre le sue esili braccia, e tutto il mondo perde peso e si fa carico delle mie vicissitudini.

il mio viso d’improvviso tenuto premuto contro un caldo petto, un profumo rigoglioso nelle narici - e le sue mani si impigliano nella mia pelle, serrandola in una morsa che ha tra le righe un amore totale e nebuloso, che pare voglia spazzarmi via dalla sua intensità.

respiro, le sue delicate dita ancora salde attorno a me, il sogno di tanto tempo fa quando ancora vagavo sola nella nebbia distante e padrona di sé stessa.

ora, circondata.
ora... raggomitolata in sorrisi canini e spietati, esattamente come quelli degli innamorati.

ed il grosso lupo bianco, il bianco guerriero, trattiene misteri indicibili che deprimono le domande nascenti della notte selvatica, visioni a cui dare un nome, un volto per forza, senza avere possibilità di trarne altro che gioia.
gioia pura e ansante che inghiotte il buio nero, lucido.

il suo nome si infilza come milioni di aghi nel mio cuore.







Fionnlagh.


... setaccia la terra e la morde, prima di scappare via avvolto nei suoi angelici spazi, dove il miraggio del divino non è impossibile, ma una speranza da aggrappare agli animi che rivolteranno l’universo per donare amore al loro amore.

un cerchio continuo.

i suoi dorati, splendenti occhi si bloccano e conficcano in un punto impreciso del mio petto; e non respiro. l’aria si raggruma come una saetta distante da me, prima di caricare e colpirmi --- il mio viso coperto, delle candele accese; un ragazzo accanto a me, dalla pelle scura, fogli tra le mani; e nasce.

“oggi” nasce Bleuzenn, fiore luminoso.

ha membra sottili ed agili, un torrente di capelli neri e lunghi, che ruba alla notte; un mento aguzzo, occhi chiarissimi che sembrano grigi, ampolle di futuri mischiati ed inesorabili; labbra scarlatte, piegate in sorrisini acerbi.
una pelle bianca.

ha le fattezze d’una bambina di circa quattro miserabili anni, eppure il suo animo travaglia le correnti dello spazio e delle stelle - e dunque sorride, piccoli canini - e maliziosamente mi attira a sé, oh, la nebbia che s’infittisce attorno a noi.

mi morde il collo.
una, due, tre volte.
come a volermi punire, e farmi del male.

la nebbia prende a mulinare; forme nuove, diverse. scintillanti.

immortali - come fiori splendenti che lasceranno il loro profumo nell’aria sempre.

questo lei è.

un fiore sbocciato dal fiore del male, per potermi assaporare --- per potermi mangiare viva.

l’innocenza, discordia.
il male che è parte integrante del bene; ha una gigantesca mezza luna tatuata sulle costole.

il bene armonioso.

la scosto da me, furiosamente, inalando il suo odore di Madonna.

sa di incensi e tabacco e fiori mischiati.
mi riempie il cervello; un fiore nero addormentato su di un cuscino vibra gentilmente, sentendomi arrivare, avvicinare... così vicino...

Bleuzenn gonfia le guance; la scruto, appena venuta al mondo, sentendomi parte di qualcosa di grande e potente.

cosa, ancora non lo so; ma intravedo su di una scogliera lei e Conall, le spalle che si sfiorano, vicini, leggere parole sulla sabbia e disegnare mappe del cielo lì attorno.

ridacchia, mi stropiccia le mani dietro la schiena, tastandola; scuote la testa, non stando mai ferma, mai --- mi preme le dita sulle guance, attirandomi a lei--

Fionnlagh ulula, e lei si blocca. Sciorinando parole che paiono borbottii, trotterella accanto ad un albero, muta --- e lo accarezza, sussurrandogli parole di conforto; e quello brucia.

cade.
si spezza.

crolla --- ed infine muore.

lei mi lancia un’occhiata perforante, che mi trancia in due il petto -- e si rannicchia accanto al fuoco, e sembra tanto la bambina che non è, i capelli che paiono volerla avvolgere.

e capisco e la riconosco e sento che ci apparteniamo; e mi si spezza il cuore, di dolore vecchio e gioia.

mi avvicino, inginocchiandomi, tendo una mano --- le premo le dita sulle palpebre chiuse, sfioro la linea del piccolo ed armonioso naso, vedendolo arricciare, traccio il contorno delle labbra; apre gli occhi, grigi tenui, e sorrido così, improvvisamente.

questa volta sono io che la attiro a me.

E lei piange, mio dio, cos’ho fatto.

“Perdonami,” sento la mia voce dire. In qualche posto che non sta né qua né là.
Mi si acciambella in grembo come un gatto (Morgana... Artù....), le sue mani che si aggrappano alle mie spalle; attorno a noi il fuoco, e Conall improvvisamente è dietro la mia schiena.

Spalanca le braccia, si avvicina, e ci stringe entrambe, un piccolo sorriso a curvargli le perfette labbra.

Colei che non venne in vita per Il Tradimento, ora è qua viva tra le mie braccia penso quasi piangendo, volendo piangere.

Ora va tutto bene.


...... 21 06 2008 - 17 09 2011 .......



“Scivolo dunque di nuovo verso il sole e la spada sacra mi si conficca in grembo uccidendo mia figlia (.....) Conall grida, urla (.......)”


oggi nasce Bleuzenn.



bentornata, piccola mia.
perdonami.



17 settembre 2011

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