Cerca nel blog

giovedì 21 luglio 2011

forte lupo3

21 luglio 2011, 2:39
...Tell me where will you run
To where will you run
'Cause I'll be by your side
Wherever you fall
In the dead of night
Whenever you call
And please don't fight
These hands that are holding you
My hands are holding you...
Look at these hands and my side
They swallowed the grave on that night
When I drank the world's sin
So I could carry you in
And give you life
I want to give you life
Cause I, I love you
I want you to know
That I, I love you
I'll never let you go.

Tenth Avenue North - By Your Side

_______________


“lui non esiste.”

__________________


come può non esistere il soffio della vita, ombra fugace di sospiri lieti e sinceri, caldo silenzio in cui mi rintano lontano da occhi ed echi?
assolvo ogni mio dubbio e non ne assecondo la nascita, spada di Damocle puntata alla mia gola, non prima di cercare rifugio tra le braccia di chi sa scaldarmi con un incomprensibile tocco prima della perdizione nell’armonia.

“...non esiste veramente.”

realmente, concretamente.
oserebbero anche dire seriamente.
oppure, sensatamente.

è la mente l’epilogo di tutto, l’inizio del niente. vorrei squarciarmi le vene, il sangue a fiotti - per far vedere il suo viso riflesso nel vermiglio.

accoccolarmi distesa e picchiare i polpastrelli nel mio
sangue, per carezzare la sua essenza,
il suo volto, il suo sorriso.

Conall è mio figlio. niente potrà cambiare ciò.


il mondo è ovattato e pieno di luci. si intravede il cielo. nell’aria vi è veleno, uomini dalle mille facce, maschere, presunzioni. date ad un uomo il suo vero volto, ed egli lo coprirà.
colpendo, affondando nella mischia della folla golosa di spasmi incontrollati, vagherà fino alla fine dei tempi alla ricerca costante di redenzione - un sospiro che non avrà se non per lacerazioni interne.

dilaniata dal dolore probabilmente inconsciamente chiesi un aiuto. un dono dal cielo, un’illuminazione. e seduta, con occhi vacui e mai smarriti, semplicemente lo vidi.
venne alla luce così, senza intoppi, nella natura accecante; venne al mondo talmente rapidamente che dovetti fermarmi io. pregava ed il suo petto tremava. oh dio, se solo potessi riavvolgere il tempo, deliziandomi di quei barlumi fiochi di meraviglia, e poter rivivere il momento della sua nascita - nella solitudine, sconvolta e segnata, marchiata. senza vie di fuga poiché persa in abissi troppo ampi - la mente scolora i pensieri razionali e li capovolge nell’assoluto dibattersi dei sentimenti. se solo potessi rivivere il momento in cui capii che era Conall, il mio bambino - il forte lupo, cunicolo della poesia, che ululava maestosamente alla luna, le mie mani aggrappate a lui in modo totale. etereo, perfetto, lancinante nella sua bellezza mio figlio fu il primo a profumare di destino.

il primo a chiamare il mio nome, a prendermi per mano e trascinarmi via correndo...sentire le sue mani sulle spalle, che lente discendono sulle braccia, sfiorano i polsi - bloccandosi sulle mani scaldandole. permettendo loro di scrivere, vivere. senza di lui, la poesia non verrà mai fuori naturalmente in me; senza di lui, i miei figli non possederanno futuri di alcun tipo; senza di lui, tutta la mia vita si affievolisce fino a diventare un sussurro fioco, una scommessa ai dadi imbrogliata.

se il mio bambino c’è, allora io scrivo.
se lui c’è, ho tutto- lei nei singulti più intimi di me, nei respiri tremolanti e decisi - e posso continuare a tessere il mio cammino, fili di nuvole accartocciati su sé stessi senza sosta, senza riposo alcuno.

il freddo soppressa il calore che riesco a racimolare nei miei sbadigli penosi, ed allora non posso che - assieme a Conall - provare a trovare ristoro tra le lenzuola, schiumanti di aspettative verso il mio sonno.

ogni giorno è il 25 dicembre - ti amo, ti amo così tanto - la tua voce continuerà a chiamare il mio nome, ed io risponderò sempre, le mani che si contorcono sulle parole, e tutto...andrà bene...

Nessun commento:

Posta un commento