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lunedì 27 giugno 2011

Alba

24 giugno 2011

questa è l’alba degli Dei.
e mi ritrovo marcia, deplorevole, ed infinitamente stanca.
quelle mani...strette alle corona d’un Re.
forse sono solo sbuffi, e allora mi sfrego gli occhi per ricercare un’evasione, di qualunque tipo, che mi spinga al non sentire niente, se non il respiro di lei mollemente appoggiato contro il mio petto, lacerato.
voglio sentirmi più persa di così, voglio che il mio cuore diventi Calice dei sospiri del mondo, inafferrabile come un’eclissi totale.
e mentre l’eclissi totale lunare esplode in mille carezze tiepide di una madre, soffiate nell’orecchio come un’amante quando il buio assorbe il cielo..l’eclissi totale solare scaccia i pensieri snodati ed ingombranti degli umani... i quali li avvolgono in un istante andato via, per prendersene goffamente cura, e la visione del nulla ha il colore del sangue di chi non arrendendosi non smercia la sua vita.



voglio scrivere tutta la notte e lasciarmi afferrare da lei, squarciare le regole quotidiane guardandole scivolare sotto la rabbia delle mie mani, smascherare e smussare dolcemente il senso della mia vita piano, con lentezza; sotto le macerie in rovina delle mie memorie, vivide e appannate, coprirei quindi lei di carezze ed il fastidioso groppo alla gola cesserebbe di ingigantirsi sempre di più, fino alla nausea.

e lo faccio.
senza pensarci, incoerentemente, il sangue nelle mie vene diventa lava; il viso di lei sotto la mia mano tremante è acqua, un fremito che si spegne lontano.
la mia carezza ha il tremolio di incantati sospiri, e i miei occhi frammentano e spezzettano crudelmente la visione della pelle delle sue sfuggenti guance.
sono priva di difese con lei.
mi sono decisamente rincoglionita.
forse sono pazza sul serio. Voglio dire, potrei anche aver smarrito il cervello da qualche parte e magari scoprire che una scimmia pelosa ed obesa non solo lo ha raccolto, pulito sputacchiandoci sopra, coccolandoselo come una scimmietta rincretinita bisognosa di cure--da una scimmia proprio, ma gli insegna addirittura le varie equazioni della matematica, geniale. con angoscia, penso che potrei diventare addirittura una “poetessa” che riesce a vivere campando scrivendo, con questo ammasso di pulci e zecche che sbatacchia felice il mio cervello come se fosse un casco di banane accanto a me, il che è agghiacciante.
questa è la prova lampante: sono impazzita,
è più normale pensare che una scimmia burrosa possa trastullare il mio povero cervello andato a quel paese, piuttosto che tendere le dita e sfiorare il viso di lei - poiché mi incendierebbe ancora di amore e sarei costretta a non respirare.
e sono al sicuro, di nuovo.


non voglio annullarmi.
voglio respirare, sentire Conall rincorrere gli inverni dei miei silenzi, lasciar defluire il corso dei miei pensieri e fuori gli uccellini cinguettano, il giorno a colorare le speranze lievi.

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