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venerdì 17 giugno 2011

12 giugno 2011

12 giugno 2011

e le parole stropicciate potenti rimangono lì, incollate alla speranza che possano
risplendermi tutte quante tra le braccia.

pensieri scomodi e ingombranti, nonostante io li percepisca leggeri
addossati teneramente contro la mia mente
vacillano solcandomi la testa in due, coerenza e poesia.

e mi ritrovo a socchiudere gli occhi, costretta e afferrata dal mio destino
con il petto gonfio di un amore
che ha rumori lievi nel mio cuore, come una carezza che col tempo ne irrigidisce i contorni con quello di cui ho bisogno, proteggendomi.
benedicendomi.

il ballo della vita ha le spalle aggrottate, e vergini sussulti
ne ricamano la crudele e sfacciata cattiveria-e fa un po’ male.

lei scorre nelle mie vene, calore puro
che incendia e cura le bruciature
del sole.
nelle mie gambe tremanti, soggiogate
da una luminosa sottomissione,
lei depone i suoi sospiri, eredi
di scettri regnanti
-condividendo con lei il mio destino, la morte non mi spaventa. la natura friziona il mio sangue, riversandosi in armonia - e circola rapidamente, piaghe umane dell’intoccabile, ad invadermi e gettarmi in isole in cui solamente perdendomici ne pregusto il nome, tastandolo nell’incapacità di parlare e pensare coerentemente. e sento la vita succhiarmi l’anima, riversandomela in baci, ritratti di epoche lontane e nostalgiche- e l’idea parziale che ho di me affoga --pozzi scuri, ma fiori ne rivestono le antiche pietre, e ardenti parole nere artigliavano e tagliavano dolcemente delle carni bianche e golose...non potrei, neanche desiderandolo con tutta me stessa, e non lo vorrò mai, sfuggire a tutto ciò. ah, l’incanto dell’incoerenza, dolce ondeggiare di gomitoli di poesia, amore supremo e adorato!
prendimi, fa di me ciò che vuoi; sono tua, completamente tua.-

in pensieri immortali
sulla mia pelle...e tutto va bene.
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il mormorio strascicato di ciò
che ho lasciato alle spalle è
talmente forte da gettarmi
in spigolosi brividi, scuotendomi dal profondo.


seppur ingiustamente, vigliaccamente, sradico
questa perfezione via da me, e mi punisco - il perché, non lo so.
ma fa male, e quindi afferro questo mio cuore e lo morsico,
gettandolo via dopo.
ma lei comunque lo tiene in vita, e ne cullerà i battiti per l’eternità, snodandolo in molte vite.
mi tolgo questo momento di scrittura, perché niente fa più male che allontanarmi da lei, il cervello improvvisamente congelato, e in lampi altezzosi risento il sorriso freddo del male, che baciava le mie braccia durante la notte.

21:21


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1:12

persa nei miei pensieri, mi ero scomodata dal calore
al tremolio delle mie incertezze, indecentemente.

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