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mercoledì 23 febbraio 2011

Pensieri

I fiori si perdono in giullari
feroci, cantando imprese atroci,
e sempre io sarò al confine di questo limite.
IO SCRIVERO'.
Non so se vivrò,
se sopravviverò,
ma sono certa che scriverò.



La poesia non si può scrivere essendo svegli e coscienti, la poesia si vive e rievoca un passato di cui non sai niente, ma è tuo. Ti appartiene, o meglio: tu appartieni a lui.
A lei.


Corri, corri Campanellino! Sfiora anche oggi il mattino; sulla nave alata non fuggire! Uncino non è qui, Uncino è morto. Sono rimasta solo io...e Lui non c'è più.

...I miei sogni saranno il mio lavoro.

Il blu copre ogni cosa
anche le mani
e il ghigno sfacciato verrà esiliato via da me
avrò pietà.


Io scrivo!
Non posso fare altro.
Inciampando, io scrivo.
Tornando e perdonando, io scrivo.
Cambiando, io scrivo.
La mia vita.


Vedo nel mio volto
sguardi di stelle piatte
che cancellano assurdi strascichi di energia:
se potessi, vi proteggerei con enormi recinti magici,
senza avere la possibilità di sfiorarvi.
le questioni terrene non potranno mai più ferirvi;
camminiamo verso il sentiero più pericoloso - luci della città si scambiano
occhiate ammirate quando voi passate, e la luna
si inchina spegnendo sui vostri occhi la malinconia.
il mio destino è fuso col vostro. le nostre mani, saldamente puntate verso l'infinito,
si intrecciano in trame complesse,
dentro un disegno complesso,
gonfio di amore e io sciaquerò via le passioni
negative e le porterò dentro alle nuvole;
disperdo quindi soffici parole per voi
e ancora soffio stelle durante il plenilunio...ancora per un po'.


la luna partorisce aborti di pensieri
ammalati.
poi, svanisce.
scappa di nuovo nel cielo.
evapora in nebbia che ci scompiglia
i capelli quando dormiamo
persi nella notte.

la vita per una poetessa non è altro che
un ciclo di molte vite in cui lei con costanza
aveva annotato ogni cosa, ogni parola.
ogni cosa è niente, è fasullo!
si narra d'una poetessa annegata dentro ad un pozzo,
giovane...morta troppo presto per essere tardi.
cadeva in giù, verso il centro,
e la sua schiena schiacciata scottaca...
poi, la luce
la luna
i fiori
l'universo.
la rinascita della mai nata
se non con la Poesia (ossigeno, incontaminata,
incondizionata, pura).


luna in esilio
doppio è il cammino,
saturno è dominante nell'istante
in cui appoggio i miei drammi sul comodino;
giro in angusti spazi
volteggiando tiepida tra le cose
che mi circondano.
mai mi circonda più niente.
la mia libreria mentale fotografa milioni di parole e le sistema
in ordine di simboli e profezie.
no, le profezie no, non si avverano mai.
perché la Fantasia piano piano sta
lasciando questa terra,
la dimensione naturale per cui è venuta al mondo,
per i suoi figli...
la luna è esiliata
torturata sotterrata in cieli seriamente bui.
dove la luce non esiste e non c'è.


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