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mercoledì 28 luglio 2010

Primo rumore.

Ma che importa l'eternità della dannazione a chi ha trovato, in un secondo, l'infinito del piacere?
(Baudelaire)






...E dunque si parte, capitano: leva l'ancora dal tuo cervello poiché il tempo di andare è giunto; imperdonabile, come la tua rotta verso la follia, tiro calci all'aria che dipinge mani arcuate su di me, e scoloro i miei occhi per non vederne la luce del sole. Dal basso del rumore che provoco quando crollo e mi rialzo, grondante di contraddizioni dal mondo, riesco a sentire la pioggia gravida - e in un secondo, insieme a te, capitano d'una nave oramai affondata e dimenticata, mi spingo verso quel qualcosa di ignoto...verso una casa decorata di rosso e nero, con finte pennellate logore, maleodoranti, e con un sorriso tu sporcherai d'essenza il Mondo. E questo sciocco capitano ripudierà il grembo da cui è stato nutrito e cresciuto: l'odio ricoprirà ogni parete di quella casa, ogni mattonella, ogni gradino ed ogni filo d'erba.

...Anni dopo, quando il sole già era spento e le tanti colazioni andate a male aspettavano sul tavolino, il capitano risorto tornò dalla nave di follia e, con le mani rotte nella Natura incontaminata dell'amore, si voltò e camminò verso il sole, Padre dimenticato, Padre rinnegato.
Però...




Il gran cielo è aperto! i misteri sono morti
dinanzi all'Uomo, che eretto incrocia le sue braccia forti
nell'immenso splendore della ricca natura!
Egli canta... e il bosco canta, e il fiume mormora
un canto di letizia che sale verso il giorno!...
- È la Redenzione! è l'amore! è l'amore!...

(Rimbaud)

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